Professione Food Stylist: Salad in the jars backstage... Food & Styling Simona Scarone & Orsola Ciriello Kogan; Photo © Orsola Ciriello Kogan and Lucia Zeccara

Professione Food Stylist: chi è?

Parliamo di food styling con il primo articolo di una serie dedicata alle professioni rivolte al cibo e fotografia. Ma vediamo chi è la food stylist.

Letteralmente stilista di cibo, la food stylist è una professionista un po’ cuoca e un po’ artista che, con tecnica, creatività e stile, trasforma un ingrediente, un piatto o una ricetta in un “modello” da fotografare o riprendere.

È una professione “giovane” che si declina al femminile essendo a quasi esclusivo appannaggio delle donne. I signori uomini non se la prendano se per questa volta non saranno protagonisti.

In un contesto professionale, (dove c’è bisogno di raggiungere gli obiettivi e soddisfare le esigenze del cliente), dietro ogni immagine appetitosa di cibo c’è una food stylist al lavoro che valuta, pianifica e perfeziona ogni dettaglio.

Se pensate alle espressioni “mangiare con gli occhi” oppure “far buona impressione” non potete far altro che pensare a una food stylist. È lei che, con il suo lavoro minuzioso, soddisfa queste esigenze per l’editoria (libri e giornali), e per la pubblicità.

Quello che una/un food stylist di successo fa è aiutare a produrre foto che vendano un sogno, un marchio, un prodotto, un piatto, uno stile di vita, uno chef o un ristorante.” (Denise Vivaldo)

L’alimento, per essere fotografato, deve apparire al meglio, esattamente come per qualsiasi modello, e la food stylist se ne prende cura, partendo dal casting delle materie prime, migliorando il look della ricetta e rendendo appetitoso il piatto per la macchina fotografica. L’estetica è importante, ma non si tratta solo di rendere bello il cibo, bisogna riuscire a solleticare tutti i sensi, papille gustative comprese.

La food photography (fotografia di cibo) si compone di due segmenti principali: il cibo e la fotografia. Non me ne vogliano i fotografi ma la parte di food styling spesso rappresenta più del 50% della riuscita di una buona immagine. È una professione in cui l’attenzione ai dettagli è fondamentale, l’accuratezza della preparazione insieme alla qualità delle immagini sono le carte vincenti.

Come fotografare il cibo? Uno scatto è normalmente il risultato del lavoro di squadra con fotografo, food stylist, prop stylist (che si occupa degli oggetti di scena e del loro allestimento), redattore, art director e cliente. Richiede un’attenta pianificazione, una comunicazione chiara, una spesa attenta per cibo e oggetti di scena, competenza nella preparazione del cibo (sì, la food stylist cucina) e un buon senso artistico per la presentazione.

Le sessioni fotografiche possono richiedere ore e il piatto da riprendere deve apparire sempre fresco e stuzzicante. Non importa da quanto tempo è lì, sul set, chi lo guarda deve aver voglia di mangiarlo come se fosse stato appena preparato.

Il food styling è un lavoro artigianale e ognuno ha le proprie pozioni, i propri segreti, che custodisce nel tempo.” (Paolo Sassi)

Summer vegan party outdoor - Professione Food Stylist - food & styling Simona Scarone & Orsola Ciriello Kogan - photo © Rosangela Giannoccaro

​​​Quali sono le competenze della Food Stylist

Una food stylist può occuparsi di:

  1. libri di cucina;
  2. comunicazione online e offline: riviste, giornali, cataloghi, ecc;
  3. pubblicità;
  4. televisione e cinema; e
  5. industria alimentare – (sviluppo e scrittura di ricette, dimostrazioni, presentazioni gastronomiche, ecc).

Titolo intrigante e apparentemente glamour, la food stylist è una figura polivalente che potrebbe dover fare tutto da sola: spesa, trasporto, preparazioni varie – sicuramente cucinare e impiattare – eventualmente, lavare i piatti. Dipende dal budget, non è sempre possibile coprire i costi di un* assistente.

“Mentre la maggior parte delle persone prepara il cibo da mangiare, la/il food stylist prepara il cibo per nutrire gli occhi e l’immaginazione” (Delores Custer)

Una brava food stylist deve essere professionale, creativa e avere buon gusto:

  • capire cosa fare, pianificare, valutare le tempistiche.
  • Avere le competenze necessarie nelle arti culinarie, preferibilmente sia cucina che pasticceria.
  • Pratica di mise-en-place. Sapere quali sono gli strumenti e materiali indispensabili al servizio; sopratutto nel caso sia necessario occuparsi anche del prop styling; (si pronuncia “mis an plas” = allestire).
  • Paziente risolutrice di problemi, specialmente se il cibo non “si comporta” come dovrebbe.
  • Attenta allo spreco. Spesso c’è da selezionare tantissimi ingredienti o prodotti per preparare il piatto perfetto; saper scegliere è fondamentale.
  • Abile giocatrice di squadra, qualcuno che sappia quando dare le direttive e quando prendere ordini con serenità.
  • In grado di affrontare situazioni stressanti – “la pazienza è la virtù dei forti”. Specialmente in situazioni dove più di una persona potrebbe voler dire la sua.

​Stand-in e Hero: cosa sono?

Stand-in e hero sono rispettivamente il “piatto temporaneo e l’eroe” = il piatto protagosnista della sessione fotografica.
Quando si allestisce una ripresa si usa lo stand-in, (una rappresentazione del piatto finale, almeno nel volume/spazio che occuperà nello scatto definitivo). Potrebbe essere una stoviglia delle stesse dimensioni, con degli ingredienti che imitano l’eroe; qualunque cosa che permetta al fotografo di lavorare su angolazione, composizione e illuminazione, e al prop stylist di arredare la scena.

Salads in jars, backstage.
Food & Styling Simona Scarone & Orsola Ciriello Kogan; 
Photo © Rosangela Giannoccaro

Le tecniche di preparazione (trucco e parrucco) che una food stylist utilizza possono migliorare, forzare o esagerare l’aspetto di una pietanza. Ognuno ha diritto alla propria opinione ma è il cliente che decide e la food stylist è lì per eseguire.

Preparazione, look e stile di un lavoro sono determinati dagli obiettivi finali.

  1. Per la pubblicità si promuove il “prodotto”. L’aspetto è controllato e richiederà un lavoro più meticoloso e rigoroso; (c’è molto trucco e parrucco).
  2. Per un redazionale ogni stile è caratteristico per un determinato pubblico; parliamo di riviste, giornali e libri di cucina. Dovrà apparire naturale, realizzabile e poco elaborato.
    • Se le immagini sono rivolte a chi cucina quotidianamente per la famiglia, la presentazione e gli oggetti di scena dovranno avere un aspetto realistico per quel pubblico.
    • Mentre, se si prepara per i professionisti della cucina, lo stile richiederà un punto di vista più tecnico/pubblicitario.
  3. Il pubbliredazionale è contenuto promozionale redatto e impaginato come un redazionale.

​A proposito del prop styling

Che dire degli oggetti di scena: riguarda tutto ciò che circonda il cibo. Sono manufatti, attrezzi, utensili, che creano l’atmosfera di una scena, giocando una parte integrante della comunicazione del mood dell’immagine finale. Meritano un’attenta valutazione nella selezione: parliamo di piatti, scodelle, bicchieri, tazze, posate, vasi, tavoli, tessuti, sfondi e superfici… solo per citarne alcuni.

Una Food Stylist deve avere estro, gusto estetico, capacità di visualizzazione, competenza culinaria, disponibilità, adattabilità, senso delle proporzioni, manualità, inventiva, apertura mentale, resistenza, determinazione, curiosità…” (Sandra Longinotti)

A seguire la seconda parte di Professione Food Stylist. Parleremo di cosa fa, che tipo di studi deve intraprendere, quanto si guadagna con questa professione e come si trova la food stylist che fa per te.

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