Professione Food Stylist: Melanzane al cioccolato Recipe Styling & Photo © Orsola Ciriello Kogan

Professione Food Stylist: cosa fa?

Questo mestiere è apparentemente semplice. Posizionare il cibo su un bel piatto e poi fotografarlo. Sembra facile! In realtà dietro quell’apparenza di semplicità c’è moltissimo lavoro e competenze di vario genere che concorrono alla buona riuscita di uno scatto.

In questo secondo articolo parleremo di cosa fa una food stylist, che tipo di studi deve intraprendere, quanto si guadagna con questa professione e come si trova la food stylist che fa per te. Clicca qui se non hai ancora letto la prima parte di Professione Food Stylist: chi è?

​Che tipo di studi deve intraprendere

Che tu sia una libera professionista o lavori per case editrici, o studi di produzione, devi investire con una certa frequenza nella tua formazione.

Non c’è un percorso di studi dedicato: sicuramente bisogna essere brava sia ai fornelli che al forno e avere un animo creativo. Non tutti i food stylist sono chef qualificati, ma quelli di successo hanno solide competenze nelle arti culinarie.

Un* food stylist può anche scegliere piatti e tovaglioli, ma continua ad essere quell* che si occupa di ciò che sta dentro il piatto (o sul tagliere, o sulla teglia, o sul tovagliolo) e che lo rende bellissimo per il set fotografico.” (Roberta Deiana)

È indispensabile seguire dei corsi di cucina per apprendere:

  • le tecniche di base (preparazione e cottura),
  • la conoscenza delle materie prime,
  • come eseguire e presentare un piatto.

È indispensabile testare prodotti e ricette affinché se ne comprenda il come e il perché “funzionano” e, soprattutto, fino a raggiungere una versione finale. E poi bisogna cucinare, cucinare e ancora cucinare: credetemi, non si finisce mai di imparare.

La pratica di preparare i cibi separatamente per poi assemblarli per lo scatto è la prassi. Permette agli stylist di sistemare gli ingredienti a seconda delle linee guida dettate dal progetto, aggiungendo un po’ qua, un po’ là per riempire gli spazi vuoti. Le salse sono aggiunte a pennello o cucchiaio, i pezzetti di verdure, erbette o briciole varie con una pinzetta.

Pasta Professione Food Stylist Styling: Orsola Ciriello Kogan Photo © Rosangela Giannoccaro

​Quanto si guadagna con questa professione

La food stylist è una freelance che collabora con agenzie o direttamente con il cliente. All’estero ci sono anche food stylist in-house (parte del team di un’azienda o giornali specializzati), ma è raro.

La retribuzione varia a seconda del lavoro, dell’esperienza e della fama ottenuta. È difficile dire quanto si possa guadagnare, non ci sono riferimenti specifici; in genere per una professionista che lavora da un po’ si potrebbe iniziare tra i 15,000 to 35,000 all’anno.

Il settore del food styling è piuttosto competitivo, c’è da rimboccarsi le maniche e, idealmente, cominciare col fare degli stage come apprendista/assistente a professionisti che possono guidarti nei primi passi.

Qui alcuni punti importanti per determinare il costo del lavoro legato al food styling. La prima cosa che si fa è raccogliere tutte le informazioni legate al progetto e creare un piano d’azione.

  • Chi è il cliente?
  • Il lavoro è per fotografia o video?
  • Sono disponibili ricette, bozze, layout o storyboard?
  • Quanti sono i giorni di ripresa?
  • Ci sono giorni per la preparazione?
  • Sarà necessario un* assistente?
  • C’è bisogno di testare il prodotto e/o le ricette?

Cuciniamo, ovviamente! A meno che non si tratti di un articolo dedicato a uno chef, dove è lo chef che prepara e io sono lì per assicurarmi che il cibo sia impiattato in modo tale che la fotocamera lo esalti.” (Rebecca Jurkevich)

Una tariffa tipo include:

  • i tempi di preparazione e ripresa;
  • l’assistente. Tariffe variabili anche in questo caso, (esperienza ~ tipo di lavoro).
  • Costi relativi alla spesa.
    • Per un redazionale ci sarà bisogno di almeno il doppio delle quantità richieste dalla ricetta.
    • Per uno spot pubblicitario, se qualcuno taglia o morde qualcosa ad ogni ripresa, si può arrivare a comprare fino a “tantissime” volte l’elemento protagonista.
    • Per un libro di cucina ci si accorda con l’autore.
  • Costi di trasporto, (taxi, noleggio veicoli, aereo).
  • Attrezzature speciali – può essere una friggitrice, o un congelatore, o un’affettatrice professionale.
  • Per gli oggetti di scena, (nel caso lavori anche come prop stylist), saranno presi in prestito a credito o affittati? Ci sarà da aggiungere il tempo per la spesa, le restituzioni e/o i rimborsi.
  • Ci sono anche spese aggiuntive come i giorni di viaggio, i kit di prodotti monouso, i tempi per le prove, e/o il dover partecipare a riunioni di pre o post produzione.
Plates Professione Food Stylist Styling: Orsola Ciriello Kogan Photo © Rosangela Giannoccaro

​Come si trova la Food Stylist che fa per te

La food stylist è generalmente contattata dai fotografi, agenzie o società di produzione. Esperienza, specializzazione e un portfolio ad hoc fanno la differenza per avere l’incarico (carta o video, online o ofline)

“Ogni volta che le aziende hanno bisogno che il cibo appaia accattivante, per qualsiasi tipo di media, c’è un food stylist dietro le quinte che lo prepara.” (Kenya McCallum)

Il cibo va reso il più bello possibile e, il trucco e parrucco non si deve notare. Gli interventi devono essere impercettibili e, se possibile, è sempre meglio servirsi di ingredienti naturali. Non deve essere perfetto per essere bello.

Ma il cibo preparato è commestibile? Sì e no, dipende per cosa viene elaborato. Tuttavia, chi vuole assaggiare qualcosa che è stato sul set per ore, toccato, spostato, maneggiato e freddo? Il piatto da fotografare è il protagonista di una scena, proprio come qualsiasi altro oggetto.

Gli ingredienti “segreti” e gli attrezzi tipo di una food stylist?

Tra gli ingredienti “segreti” abbiamo il brodo liquido concentrato per brunire, il purè di patate istantaneo per riempire, la glicerina per lucidare.

Una food stylist può risolvere praticamente qualsiasi problema con un po’ di vaselina, del nastro adesivo, uno spiedino di bambù e un batuffolo di cotone.” (Denise Vivaldo)

Tra gli strumenti indispensabili ci sono: strumenti da cucina, pennelli e pennellini, cotton fioc, pinzette di tutti i tipi, spatole e spatoline, bottiglie spremibili per condimenti, cubetti di ghiaccio finto, nebulizzatore, grattugia, rigalimoni, torcia da cucina, stuzzicadenti, spille, spiedini, forbici, taglierini, pipette, contagocce, siringhe.

Devi considerare quante più varianti possibili, provare le più promettenti e, eventualmente, assaggiare. Se ci sono errori, inesattezze o quant’altro sei tu a rilevarle in modo che non sia il lettore a farlo.

Che si tratti di applicare le tecniche di food styling per il tuo blog o per un cliente pagante, le immagini devono essere fatte bene. Sono loro che fanno la differenza nel vendere efficacemente qualunque cosa offri: una ricetta, un prodotto, una storia, uno stile di vita, ecc.

È un lavoro molto interessante, non è mai lo stesso e c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare. Bisogna essere di larghe vedute ed affrontare ogni situazione senza pregiudizi e, se sei una buongustaia e ami cucinare, non temi le sfide quotidiane e fai tesoro delle esperienze insolite, allora questo lavoro è per te!”

Gli errori sono necessari, utili come il pane, e spesso anche belli: per esempio la torre di Pisa” (Gianni Rodari)

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