Dry pasta | Ridged Paccheri on a plate, at sunset | photo ©ockstyle

Paccheri o schiaffoni? Anche maniche!

Oggi vi raccontiamo di paccheri e schiaffoni.

Sono un tipo di pasta tipico della tradizione campano-partenopea – presente a macchia in varie regioni del sud Italia. Con la loro forma tubolare, piuttosto voluminosa, assomigliano a dei pezzi di tubo tagliati: tipo maccheroni giganti.

L’origine del nome “paccheri” pare sia legata al suono che questa pasta fa quando la si condisce con del sugo e, girandola, il rumore ricorda tanto il “paf!” dello schiaffo. Ergo paccheri nel dialetto napoletano e schiaffoni in italiano.
Mi raccomando, fate attenzione allo sbrodolamento del sugo che ogni maccherone porta con sé.

Generalmente realizzati con semola di grano duro e acqua, la leggenda li fa nascere dalla necessità di contrabbandare l’aglio italico verso l’impero austro-ungarico. Indipendentemente dalle loro origini, sono così piacevolmente gommosi che uno tira l’altro, ne bastano pochi per riempire il piatto e saziarsi.

Dry pasta | Ridged Paccheri on a wooden board, at sunset | photo ©ockstyle

Paccheri o schiaffoni?

Sia lisci che rigati (molto simili anche alle “maniche”), possono essere serviti sia come pasta asciutta (con salse e sughi più o meno ricchi e conditi), che ripieni e cotti al forno. Fortunatamente si trovano anche senza glutine.

Ed è appunto al forno la ricetta che vi proponiamo. Trattasi di paccheri ripieni con una crema di patate, cannellini e scarola, montati a “charlotte”. Un accostamento molto elegante, dove i maccheroni vengono farciti e assemblati in verticale in un tegame da forno, tenuti insieme da spago per uso cucina. Farete un figurone!

Nel caso dobbiate preparare la versione senza glutine, ecco alcuni suggerimenti che possono tornare utili.

  1. È preferibile usare 1 litro e mezzo d’acqua per ogni 100 grammi di pasta secca: i maccheroni hanno bisogno di libertà di movimento, altrimenti si corre il rischio che si attacchino.
  2. Aggiungete il sale solo dopo aver buttato la pasta, pare cuocia meglio.
  3. Testate la cottura assaggiando un paio di minuti prima dei tempi segnalati sulla confezione. La pasta senza glutine, ahimè, passa da “al dente a scotta” in un battibaleno.
  4. Per le cotture al forno. Scolate la pasta a 1/3 della cottura e, una volta nella teglia, conditela abbondantemente.
Charlotte di paccheri lisci, ripieni di crema di patate, cannellini e scarola, in pentolino di rame

“Charlotte di paccheri al forno, ripieni con…”

A questo punto non ci resta che augurarvi una gustosa prova ricetta con la nostra Charlotte di paccheri al forno e buon appetito!

Fateci sapere com’è andata, siamo curiosissime.

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