Scarti alimentari e impatto ambientale: cosa fare?

Scarti alimentari e impatto ambientale: cosa fare?

Scarti alimentari e impatto ambientale: cosa fare? Come comportarsi per non contribuire al problema ma fare la nostra parte per dare una mano a risolverlo?

Sia le nostre scelte alimentari che i nostri piccoli gesti quotidiani possono fare la differenza; anche se sembra poco rispetto alla gravità della situazione.

La salvaguardia del pianeta passa dall’uso oculato di risorse come l’acqua, i consumi energetici e il cibo, passando per lo spreco che si verifica lungo l’intera catena del sistema alimentare:

  • dal campo, (pensiamo allo sfruttamento del suolo e delle risorse idriche nelle aziende agricole),
  • le perdite durante il trasporto e la lavorazione (vedi gli impianti di trasformazione e i tipi di imballaggio);
  • ma anche durante lo stoccaggio e distribuzione di ciò che consumiamo,
  • la vendita al dettaglio,
  • fino alle nostre dispense e cucine.

Sono tutti fattori cruciali con un enorme peso sulla questione ambientale.

Quasi il 90% della spazzatura (di generi alimentari) prodotta in casa, nelle mense e ai supermercati è composta da scarti riciclabili.

Tonnellate di cibo che restano invendute o non vengono consumate, e che dire della pratica di gettare alimenti commestibili, basandosi sulla percezione che non siano più al loro apice.

Se poi si aggiunge il surplus che viene lasciato a marcire nei campi, vuoi per mantenere un certo prezzo, vuoi perché si preferiscono i prodotti perfetti. Pensate a mele sferiche, tutte uguali, con le loro sfumature da acquarello e senza ammaccature, o carote cilindriche, senza crepe o strane protuberanze pronte per essere fotografate.

Con l’aumento della disponibilità di prodotti a volte troppo convenienti, la carenza di conoscenze di cucina, le nostre vite sempre più impegnate, si è determinato un notevole aumento degli scarti, con relative conseguenze sull’ambiente.

La FAO (L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) stima che, ogni anno, in tutto il mondo vengono sprecati circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo.

FAO Food Waste 2016 | Scarti alimentari e impatto ambientale: cosa fare?

​ Impatto ambientale degli scarti in cucina

Riguardo all’impatto ambientale degli scarti in cucina, la salvaguardia dell’ambiente passa anche per le nostre tavole: da come facciamo la spesa, al cibo che scegliamo, al come lo prepariamo e conserviamo, fino a quando lo buttiamo.

Per quanto riguarda gli avanzi e/o gli scarti derivanti dalla pulizia e dalla lavorazione degli ingredienti utilizzati nelle preparazioni dei nostri piatti, sono un momento importante della nostra vita giornaliera. Le scelte che facciamo possono consentirci di vivere in modo più sostenibile.

Sprechi e scarti possono essere ridotti in modo significativo modificando alcune abitudini. Ripensa alla tua ultima spesa: cosa hai comprato? Sai quanto ne hai mangiato e quanto ne hai buttato via?

Partendo da queste semplici domande provate a:

  1. organizzare i pasti per la settimana o per una trasferta – considerando anche gli eventuali avanzi); cosa c’è già in frigo o nel congelatore da poter usare? Per approfondimenti leggete Come organizzare il pranzo “in trasferta”
  2. Partire da una spesa mirata, preferibilmente fatta a stomaco pieno, e con lista alla mano.
  3. Leggere attentamente le etichette e le date di scadenza: “scade il…, utilizzare entro…, o da consumarsi preferibilmente entro…” sono indicazioni, e molti dei prodotti in scadenza sono ancora buoni e sicuri da consumare.
  4. Quando siete al mercato, chiacchierate con i venditori, fate domande sulla stagionalità.
  5. Se avete un balcone o un giardino, coltivate qualcosa: potrebbero essere erbe aromatiche così come peperoncini o altro (dipende dallo spazio e dalla voglia di sperimentare).
    È molto interessante seguire il processo di crescita e quanta cura ci vuole, magari apprezzerete di più quello che avete e ne sprecherete molto meno.
  6. Potreste provare a compostare scarti, residui, avanzi di cibo: dai torsoli di mela, ai semi di pomodoro, bucce di carote, patate o cetrioli. Ma anche fondi di tè e caffè, terriccio esaurito di vecchi vasi, gusci d’uovo, o di molluschi e crostacei.
  7. Mi raccomando non gettate gli oli “esausti” nel lavandino (o altro), sia l’olio di frittura che quello delle conserve in scatola, sono recuperabili, basta riporli in un contenitore man mano che li usate. Una volta colmo può essere portato nelle apposite isole ecologiche, ai distributori di benzina e ai supermercati attrezzati per raccoglierlo. Ogni comune ha le sue disposizioni.

​Spesa e imballaggi

Riguardo a spesa e imballaggi:

  • acquistate prodotti di stagione (preferibilmente locali), dagli ortaggi alla frutta, tutto ha la sua stagionalità.
  • Preferite prodotti sfusi (o alla spina) è un’ottima alternativa sostenibile.
  • Comprate gli agrumi con la buccia edibile, così da poter mangiare tutto il frutto.

Cosa si può fare con gli imballaggi?
Prima di parlare di riciclo, pensate al riuso. Basta lavarli ed ecco che imballaggi e contenitori utilizzati comunemente per cibi e bevande possono prendere nuova vita:

  • i barattoli di vetro sono utilissimi per marmellate o conserve;
  • i contenitori di plastica sono dei jolly per dispensa, credenza, frigorifero o congelatore;
  • le lattine possono trasformarsi in salvadanaio, svuota tasche, porta chiodi e viti, o penne e pastelli, o forbici e pennelli.
    Sono comode anche come vasi per piantare le erbe aromatiche, piccoli ortaggi o piante decorative.

​ Cucinare con gli avanzi e gli scarti

Avete mai provato a organizzare i pasti settimanalmente? Cucinare con gli avanzi e gli scarti è il risultato di una pianificazione.
Avere un paio di suggerimenti a portata di mano, invece di chiedervi “cosa ho per cena?”, vi consentirebbe di consumare meno pasti già pronti (a meno che non siano i tuoi) e, sicuramente, mangiare molto meglio.

Come usare gli ingredienti in fase di scadenza? Ci sono molte ricette che offrono delle brillanti soluzioni per non sprecare: frittate, omelette, zuppe e vellutate, sono tutte occasioni per incorporare tanti prodotti, compreso scarti e avanzi.

  • I gambi degli asparagi (specialmente la parte fibrosa), si possono aggiungere al brodo che usi per fare il risotto. Questo vale anche per le foglie esterne dei carciofi (a meno che non preferiate una tisana).
  • Le bucce di carota si possono utilizzare sia per fare torte che gnocchi. E i ciuffi verdi sono buoni sia per insalata che come pesto.
  • Gli scarti del sedano e cipolla così come le bucce di pomodoro e melanzana, fatti seccare al sole e poi frullati fino a ottenere una granella fine, sono perfetti per i brodi, al posto del dado.
  • Le foglie esterne dei finocchi, affettate finemente con una mandolina, si possono usare nelle insalate. Altrimenti si centrifugano.
  • Le bucce degli agrumi (quelle edibili) si possono candire o seccare, ridurre in polvere e usarle per condire.
  • Il torsolo dell’ananas lo si può affettare, grigliare (diventa più tenero) e consumare in una macedonia.

​ Scarti alimentari e impatto ambientale: cosa fare in 5 mosse

Riassumendo, è possibile dare un nostro contributo giornaliero e concreto all’ambiente, evitando lo spreco e ingegnandosi nel riuso e recupero dei materiali di uso quotidiano.
Basta seguire alcune semplici regole:

  1. fare la spesa in modo oculato acquistando solo il necessario;
  2. ridurre gli imballaggi comprando “alla spina”;
  3. riusare gli imballaggi anziché comprare nuovi contenitori;
  4. cucinare evitando gli sprechi, considerare il reimpiego degli avanzi e imparare a congelare;
  5. differenziare è la parola chiave per i rifiuti.

Sapete che dagli scarti alimentari si ricavono filati, tessuti e capi in eco-pelle? Ne parleremo prossimamente.

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