Bimbo con fotocamera - come fotografare il cibo by ockstyle - foto andres salas unsplash

Come fotografare il cibo: dall’illuminazione alla post-produzione

Come dicevamo nella prima parte di come fotografare il cibo, si può fare tanto con la luce. Ci sono accorgimenti che possono fare la differenza e l’illuminazione ne è la chiave.

2. Illuminazione

La luce, naturale o artificiale, può essere calda o fredda; morbida o dura, e tutto ciò che sta nel mezzo. Può provenire da una candela, una lampada da tavolo, una torcia, da un flash professionale o dal sole.

Partiamo dal presupposto che tu stia muovendo i primi passi nel mondo della fotografia e scatti a casa:

  • inizia con la luce naturale, quella diurna. Solitamente è la fonte migliore. Scatta durante il giorno vicino a un bel finestrone. (È importante sapere in quale stanza ci sia la luce migliore del mattino o del pomeriggio).
  • La nitidezza della luce diretta è “croccante”, rende tutto tanto definito, rivelando anche i difetti più piccoli, e tu non vuoi rivelare i difetti, au contraire.
    • Il problema si risolve usando un pannello bianco immacolato (carta o polistirolo), per riflettere la luce sul piatto schiarendo le zone d’ombra, o
    • coprendo con un tessuto bianco semi-trasparente la finestra così da diffondere la luce, e creare un’illuminazione più avvolgente.
    • Potresti anche usare le tende di casa ma solo se bianche o crema chiaro, (sempre sul trasparente); qualsiasi altra tonalità aggiungerebbe tonalità di colore difficili da correggere in post produzione. A meno che l’effetto “pop” non sia voluto.

Inizia con la luce naturale (quella diurna), nella maggior parte dei casi è la fonte migliore… Quando possibile, scatta durante il giorno vicino a un bel finestrone.

In tutti i casi torna utile utilizzare lo stand-in, il piatto di prova. Il sostituto del piatto finale che ti consente di preparare l’illuminazione e la disposizione del set senza preoccuparsi della “freschezza” del tuo eroe (un altro dei nomi usati per i cibi “modello” che verranno usati per gli scatti finali).

  • Dove e come vuoi collocare il piatto?
  • Hai pensato alle altezze e volumi dell’inquadratura?
  • Come illuminerai il set?

Fai molta attenzione ai contrasti, sia di colore che di luce.

  • Un oggetto bianco apparire più grande e vistoso.
  • Uno sfondo bruno trasmette calore; blu o nero aggiunge drammaticità.
  • La serie dei verdi rende tutto più fresco.
  • Uno sfondo fatto con materiali di recupero dona un aspetto vintage.

Accertati di aver fatto il “bilanciamento del bianco“, per correggere eventuali dominanti cromatiche risultanti dal tipo di illuminazione che usi e ottenere un bianco neutro: i colori prendono vita quando il bilanciamento è impostato correttamente.
Questa operazione ti consentirà una riproduzione più o meno corretta delle tonalità delle tue immagini.

Potresti farlo anche in post-produzione (vedi in editing), ma è sempre meglio partire con una fotocamera bilanciata. Le funzioni che troverai sono:

  1. AWB (Auto White Balance, bilanciamento automatico del bianco), ideale per chi è agli inizi.
  2. Daylight (luce del giorno), adatta per scattare in esterni. Se usata in casa, ricordati che le zone d’ombra (dove la luce è più “fredda”) tenderanno verso l’azzurro/blu.
  3. Cloudy (nuvoloso), riservato a riscaldare le giornate uggiose.
  4. Fluorescent (fluorescente), quando si lavora con luci tipo neon.
  5. Tungsten (tungsteno) raffredderà i toni delle lampadine a incandescenza.
  6. E se stai usando uno smartphone, di solito le impostazioni sono su “automatico”. In sotanza ci pensa il cellulare.

3. Inquadratura

Durante le riprese, una buona ambientazione, così come trovare l’angolatura migliore, fa la differenza in ogni inquadratura che si rispetti. Il luogo e l’atmosfera definiscono lo scenario per la storia della tua immagine.

L’entusiasmo è per la vita quello che la fame è per il cibo” (Bertrand Russel)

Muoviti con calma intorno al soggetto (come in un ritratto), osserva e scatta foto da varie angolazioni in modo da poter scegliere la tua preferita in seguito.

Come linee guida sulla composizione, ti consiglio di familiarizzare con la “regola dei terzi”. Immagina la tua foto con sopra una griglia composta da nove zone uguali. Si tratta di posizionare il soggetto nel terzo a sinistra o a destra dell’immagine, lasciando gli altri due terzi più “vuoti”…

Sulla fotocamera, così come sul telefono, puoi visualizzare la funzione “griglia”. E non preoccuparti per gli spazi vuoti, puoi sempre ritagliarli in un secondo momento.

Ricordati:

  • è importante posizionare la fotocamera su un treppiedi, così da evitare foto sfocate o mosse (causate delle vibrazioni generate dallo scattare a mano libera).
  • Riduci al minimo la decorazione e, se le superfici esposte sembreranno nude, puoi sempre aggiungere qualcosa: il protagonista è il cibo ed è lui che deve distinguersi.
  • Se vedi troppa tovaglia, aggiungi posate, bicchieri, anche un tovagliolo potrebbe servire allo scopo). Altrimenti avvicinati.

Ecco alcune angolazioni che potresti usare:

  1. Frontale: la fotocamera è centrata sul soggetto (altezza occhi). Conferisce un aspetto contemporaneo simmetrico e pulito. Avrai bisogno di una base e di uno sfondo.
    (Pensa a un tuorlo d’uovo che cola sopra il tuo avocado, o il formaggio fuso su di un hamburger).
  1. Dall’alto (Overhead): la fotocamera è posizionata direttamente e perfettamente centrata sopra il soggetto, per una composizione dinamica contemporanea e grafica. Avrai bisogno del minor numero di oggetti di scena e sfondi. (Pensa ad una pizza o crostata).
  2. Angolazione dall’alto, tra i 35° e 60°. L’inquadratura ricorda il punto di vista mentre si mangia a tavola.
    (Perfetta anche per drink e cocktail, o un ricco sandwich pronto per essere addentato).
  3. Primo piano: sono immagini visivamente accattivanti e appetitose. Non aver paura di avvicinarti.

Ricordati di scattare anche durante le preparazioni e le cotture. Le foto del backstage sono sempre utili e possono aiutarti nella progressione narrativa della tua ricetta.

La chiave è stata appassionarsi, giorno dopo giorno, al mondo del cibo. Se non sei interessato al mondo che fotografi, non puoi veramente raccontarlo. (Andrea Di Lorenzo)

4. Editing

Adesso inizia il lavoro di post-produzione, siamo arrivati alla fase dell’editing.

Stai scattando in RAW (file grezzo) o JPEG (file compresso)?
Se scatti in RAW, l’opzione consigliata, la fotocamera registra tutti i dati raccolti dal sensore. Stiamo parlando di tutti quei dati che ti serviranno per correggere e migliorare molti aspetti dell’immagine, incluso un eventuale bilanciamento del bianco. .

I software per l’editing fotografico sono tanti – sia gratis che a pagamento – come Capture One, Adobe Lightroom o Photoshop, con tantissime opzioni per apportare le modifiche che ritieni più opportune.

C’è anche RawTherapee un software Open Source progettato per elaborare e convertire le immagini raw multipiattaforma; o GIMP, sempre un programma Open Source di lunga data, completamente gratuito e relativamente intuitivo.

​Riguardo alle applicazioni di fotoritocco per dispositivi mobili.

Poiché oggi gran parte delle pubblicazioni sono in digitale, generalmente le immagini non richiedono risoluzioni altissime – vedi lo standard considerato “web-friendly” di 72 dpi (dots-per-inch, la densità delle informazioni registrate in punti per pollice).

In tutti i casi si possono ottenere ritocchi anche complessi sia su Android che iOS, trasformando i nostri smartphone in piccoli laboratori digitali di facile utilizzo.

Adobe propone app (alcune gratis altre da pagare) come Photoshop nelle varianti Express, Fix, Mix, Sketch, Preview CC; e Lightroom. Poi c’è Affinity Photo.

Valide alternative gratuite per chi comincia, o cerca qualcosa di veloce, sono Snapseed, Pixlr, Polarr o Fotor.

Per imparare a usare i software di fotoritocco, in questo momento suggerisco i tutorial online, adatti al tuo livello di conoscenza.

Più ti eserciti più impari. “Repetita iuvant” (ripetere fa bene) = La ripetizione è imprenscindibile quando si tratta di imparare, o migliorare le proprie competenze.

Ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo” (Aristotele)

E adesso sperimenta!

  1. Hai pensato all’obbiettivo, al diaframma da usare, o alla messa a fuoco?
  2. Prova la regola dei terzi, o qualunque cosa di ciò che hai appena imparato;
  3. cammina intorno al tuo set, individua cosa ti ispira esteticamente,
  4. avvicinati alla fotocamera, guarda nel mirino (è più intimo), e fai l’inquadratura.
  5. Appena ti senti pronto, premi il pulsante e scatta.

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