Pasqua e Pasquetta – Giorni 32 e 33

12 e 13 aprile 2020

Ma non ce la fate proprio a non mangiare un agnello il giorno di Pasqua?

Eh ma sai la tradizione… ma la tradizione de ché che se vi chiedono cosa vuol dire Pasqua non sapete neanche cosa significa ” ma sì cche o so, ehhh, cioè, quarcosa cor signore che se risveglia, me sa che stava in coma farmacologgico…”

Io non sono credente, ma almeno ho la decenza di informarmi sul significato.

Comincio con una dignitosissima  Wikipedia.

C’è tanta roba ma leggo tutto per bene. Si parla di agnello solo in riferimento alla liberazione degli ebrei (ebreiii!)
Cito : La parola ebraica pesach significa “passare oltre”, “tralasciare”, e deriva dal racconto della decima piaga, nella quale il Signore comandò agli ebrei di segnare con il sangue dell’agnello le porte delle case di Israele permettendogli di andare oltre ( “passò oltre” ), colpendo così solo le case degli egiziani ed in particolar modo i primogeniti maschi degli egiziani, compreso il figlio del faraone…

Continuo la lettura, che vi consiglio, in cui si parla di quaresima, di azzimi (sempre riferito agli ebrei) quindi mangiare pane azzimo…allora vado a leggere il significato di Pesach, la pasqua ebraica, ed effettivamente trovo :

Durante la cerimonia un piatto, detto piatto del Seder, è parte centrale della narrazione che precede la cena[…] Attorno, nell’ordine, vi sono il karpas, solitamente un gambo di sedano che ricorda la corrispondenza della festività di Pesach con la primavera e la mietitura ; maror o erbe amare, che rappresentano la durezza della schiavitù; una zampa arrostita di capretto chiamata zeru’a: rappresenta l’agnello pasquale che gli ebrei sacrificarono nella notte della morte dei primogeniti egiziani…” etc etc.

E poi continuo a navigare leggendo vari articoli in cui si parla della miscellanea di cristianesimo e ebraismo (c’ero arrivata anche io) ma pare che non si parli di nessuna indicazione precisa sul fatto di mangiare un agnello il giorno di Pasqua “…lo stesso Mosé, secondo i testi dell’Esodo, non avrebbe mai prescritto al popolo eletto l’agnello come cibo obbligatorio da consumare in occasione della Pasqua; solo più tardi, accogliendo i costumi di popolazioni semi-nomadi e pagane, gli ebrei avrebbero cominciato a consumare l’agnello in quel giorno…”

Volete comunque mantenere una (finta) tradizione? Fatelo in modo simbolico, con un cibo che richiami all’agnello ma che non sia crudele. Che so, una rapa rossa (si trovano al supermercato già cotte) come richiamo al sangue, una torta ripiena stile Pasqualina a forma di agnello, un niente senza glutine che tanto un po’ di digiuno vi fa bene che siete grassi e con il colesterolo alto?

Sbizzarritevi a trovare qualche alternativa, che potrebbe diventare una cosa di tendenza e magari spopolate su TikTok!

Pasqua è rinascita. Rinasciamo migliori. Coltiviamo, anche in vaso sul terrazzo, quel sentimento cristiano che da fiori bellissimi e profumati : la Compassione.

 

Photo by Agata Marie on Unsplash

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